
anche se hai poco tempo e ti sembra troppo complessa
L’orientamento ai clienti nella UNI 11871:2022 è uno dei principi organizzativi fondamentali per gli studi professionali.
Applicarlo significa strutturare in modo consapevole la relazione con i clienti, adottando strumenti e prassi che permettano di comprendere, misurare e migliorare costantemente la qualità del servizio offerto.
Lo studio dovrebbe:
definire una politica di comunicazione efficace, chiara e coerente con i propri valori e obiettivi;
realizzare indagini periodiche e documentate sulla soddisfazione dei clienti, raccogliendo dati utili per individuare aree di miglioramento;
mantenere la tracciabilità di segnalazioni, contestazioni e reclami, analizzandone le cause per attuare azioni correttive.
In questo modo lo studio dimostra attenzione reale verso le esigenze dei clienti, trasparenza nella gestione dei feedback e capacità di trasformare le criticità in opportunità di crescita, riducendo al contempo i rischi professionali legati alla relazione con la clientela.
Da notare che l'orientamento al cliente è un requisito auspicabile per garantire la conformità alla norma: in quanto introdotto con il termine 'devrebbe'.
Lo studio deve organizzare in modo chiaro e continuativo la comunicazione con i propri clienti e con le altre parti coinvolte.
Deve utilizzare strumenti efficaci per mantenere un dialogo costante, ascoltare le esigenze espresse o individuate dai professionisti dello studio e orientare la comunicazione in modo coerente con le attività svolte e con il posizionamento professionale desiderato.
✅ Esempi di corretta applicazione
Lo studio utilizza un unico canale ufficiale per le comunicazioni con i clienti (es. area riservata o indirizzo email dedicato) e registra le interazioni più rilevanti per garantire continuità e tracciabilità.
Prima di avviare una pratica, informa il cliente su tempi, modalità di svolgimento e costi, aggiornandolo poi in modo puntuale sugli sviluppi.
Invia periodicamente newsletter o brevi aggiornamenti tematici su novità normative, personalizzando i contenuti in base agli interessi del cliente.
Dopo la chiusura dell’incarico, richiede un riscontro sulla qualità del servizio per migliorare la gestione delle relazioni future.
❌ Esempi di non corretta applicazione
Comunicazioni frammentate o non documentate (es. scambi di messaggi privati non registrati) che rendono difficile ricostruire le informazioni condivise.
Mancanza di risposte tempestive o aggiornamenti ai clienti in merito all’avanzamento delle attività.
Invio di comunicazioni generiche o promozionali senza valutare la pertinenza rispetto al destinatario.
Assenza di qualsiasi forma di raccolta dei feedback o di analisi delle segnalazioni ricevute dai clienti.
Lo studio dovrebbe verificare periodicamente quanto i clienti siano soddisfatti del servizio ricevuto, raccogliendo dati in modo semplice ma strutturato (es. questionari brevi, colloqui telefonici o moduli anonimi).
L’obiettivo è capire come i clienti percepiscono la qualità del servizio e individuare eventuali aree di miglioramento.
✅ Esempi di buona applicazione
Lo studio invia un breve questionario online dopo la chiusura di ogni incarico per raccogliere opinioni su chiarezza, tempi di risposta e disponibilità.
I risultati vengono analizzati e discussi periodicamente per introdurre azioni concrete, come migliorare la comunicazione o semplificare la modulistica.
Un socio o referente dedica tempo a contattare direttamente alcuni clienti chiave per un confronto più approfondito.
❌ Esempi di cattiva applicazione
Nessun sistema di raccolta del feedback: lo studio si affida solo alle impressioni personali dei professionisti.
Le opinioni dei clienti non vengono mai analizzate o tradotte in azioni migliorative.
Questionari troppo lunghi o poco pertinenti che scoraggiano la partecipazione e forniscono dati inutilizzabili.
Lo studio deve avere un sistema chiaro per registrare e gestire segnalazioni, critiche o reclami provenienti dai clienti.
Ogni segnalazione va annotata, analizzata e, se necessario, seguita da azioni correttive per evitare che lo stesso problema si ripeta. Questo processo aiuta a tutelare la reputazione dello studio e a migliorare la qualità dei servizi.
✅ Esempi di buona applicazione
Tutte le segnalazioni vengono registrate in un file o in un gestionale con data, autore, contenuto e azioni intraprese.
Dopo un reclamo, lo studio risponde in tempi brevi spiegando le misure adottate per risolvere la situazione.
Le segnalazioni vengono riesaminate periodicamente per individuare tendenze o punti critici ricorrenti.
❌ Esempi di cattiva applicazione
Le lamentele vengono gestite informalmente o ignorate, senza traccia scritta o verifica dei risultati.
Nessuno è incaricato di analizzare i reclami, che si perdono tra email e conversazioni.
Lo studio considera i reclami come un fastidio anziché come un’occasione per migliorare i propri processi.
Vediamo quali evidenze sono richieste in fase di certificazione, come indicato nella UNI/PdR 146:2023.
Questa prassi descrive i requisiti da soddisfare per ottenere, da parte di un ente terzo, la certificazione di conformità alla norma UNI 11871:2022. Una norma che introduce principi organizzativi e criteri di gestione dei rischi per rafforzare la solidità e il valore degli studi legali e commerciali.
L’ente certificatore valuterà la conformità tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dello studio, attraverso informazioni documentate, interviste e osservazione diretta e tenendo conto degli elementi obbligatori e quelli raccomandati in base alla dimensione e alla complessità dello studio e dell'impatto dei singoli elementi sulla protezione del valore e sul controllo dei rischi.
Non è previsto un elenco rigido di documenti obbligatori, ad eccezione di quelli richiesti dalla normativa o da eventuali disposizioni degli enti di controllo.
Per il requisito in discussione si tiene conto:
a) Della politica di comunicazione con i clienti – presenza di politiche che definiscono come e con quali obiettivi lo studio comunica con i clienti.
b) Dei processi e degli strumenti di comunicazione – modalità operative e canali utilizzati per mantenere il contatto (email, area riservata, incontri, report, ecc.).
c) Delle indagini sulla soddisfazione dei clienti – attività periodiche, anche semplici, per raccogliere feedback e suggerimenti.
d) Della tracciabilità di segnalazioni e reclami – sistema per registrare, analizzare e gestire eventuali segnalazioni, critiche o contestazioni.
Verranno quindi ricercate le seguenti evidenze:
Documento sulla politica di comunicazione con i clienti, che definisce obiettivi, modalità e principi di trasparenza.
Processi di comunicazione con clienti e altre parti interessate, chiari e coerenti con l’organizzazione dello studio.
Evidenze e analisi dei risultati delle attività di ascolto e delle indagini sulla soddisfazione.
Sistema di tracciabilità e gestione di segnalazioni, critiche, contestazioni e reclami, con registrazione e monitoraggio delle azioni correttive adottate.
Hai appena completato l'analisi del principio relativo alla corretta comunicazione con i clienti.
È un principio auspicabile (introdotto dalla locuzione "lo studio dovrebbe"), ma se applicato occorre gestirlo integralmente in quanto i singoli punti sono obbligatori (introdotti con la locuzione "lo studio deve") .
Nelle prossime settimane pubblicherò l’analisi di tutti gli altri requisiti della norma.
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